Gli osteopati mirano a correggere la funzione meccanica alterata del corpo attraverso il trattamento manuale Ciò può avere un impatto indiretto su altre parti del corpo. Può pure avere un impatto sulla mente e sullo spirito; ad un livello semplicistico, solamente toccando un paziente gli si può dare conforto.

Il tocco è uno strumento potente e non va sottovalutato. Tuttavia, dobbiamo essere consapevoli che i problemi mentali e spirituali possono avere radici profonde e possono aver bisogno di un intervento più diretto, usando un counselling o qualche altra forma di aiuto psicologico. Allo stesso modo, problemi sia nel sistema somatico che in quello viscerale possono essere causati da un patologia grave che va oltre l’influenza del trattamento manuale. Qui, pure, è quindi appropriato rivolgersi ad altri interventi.

Da ciò si può inferire che l’osteopatia non è un sistema di terapia omnicomprensivo, come il Dr. Still in origine credeva, ma che ha dei parametri entro cui gli osteopati lavorano. Sara chiaro che gli osteopati non trattano solamente con la loro preparazione e cognizione “condizioni”, malattie o sindromi come un prolasso del disco, un’ulcera allo stomaco o l’asma, ma si avvalgono della collaborazione degli specialisti .

L’appropriatezza del trattamento osteopatico può essere determinata dalle seguenti domande.

• E’ presente una disfunzione somatica o una funzionalità muscolo-scheletrica anomala?
• E’ questa disfunzione collegata ai sintomi come risultato di un fattore predisponente o contribuente alla causa immediata dei sintomi?
• Si considera che la disfunzione possa essere alleviata o eliminata col trattamento?
• C’è una qualche controindicazione al trattamento?

Se è così, allora il trattamento osteopatico è appropriato o da solo o insieme ad altri approcci; gli studi di casi specifici dall’A al'E possono aiutare a spiegare ciò.

Studio di un caso specifico A
La signora A. si è slogata la spalla giocando a tennis senza fare un pre-riscaldamento. Presenta tendinite del muscolo sopraspinato con un’associata rigidità marcata e palpabile a livello periscapolare . Qui c’è un area riconoscibile di disfunzione con una causa fisica che, in base all’esperienza, possiamo confidare risponderà al trattamento osteopatico.

Studio di un caso specifico B

Il signor B ha un persistente dolore alla parte bassa della schiena con un grave dolore monolaterale ad un arto inferiore. Ha una marcata debolezza nella dorsiflessione del piede. Ha appena iniziato a presentare problemi alla vescica, con una leggera incontinenza. In questo caso c’è probabilmente una grave lesione del disco, un problema fisico con disfunzione meccanica. Tuttavia, ci sono seri segni che la lesione del disco è instabile e che l’incontinenza della vescica può essere un’emergenza medica che, a meno che venga trattata, può portare ad un danno permanente al controllo della vescica. Questo paziente dovrebbe essere indirizzato urgentemente allo specialista.

Studio di un caso specifico C
Il signor C si lamenta di un dolore al centro della parte bassa della schiena che è un dolore costantemente fastidioso e che non viene influenzato da nessuna particolare postura o movimento. All’esame non ci sono segni di disfunzione locale nella parte bassa della schiena e può muoversi in tutte le direzioni senza aggravare il dolore. Ad ulteriori domande spiega che ha subito un forte stress emotivo e che si sente molto giù. L’assenza di segni fisici in questo paziente è importante e suggerisce che i sintomi sono psicosomatici. Dato che non ci sono segni fisici di disfunzione non c’è nulla da trattare e quindi, mente si riconosce che i sintomi del signor C sono reali tanto quanto un problema meccanico, sarebbe meglio consigliargli di cercare un qualche trattamento psicologico piuttosto che fisico.

Studio di un caso specifico D

Anche la signora D ha un dolore al centro della parte bassa della schiena che è piuttosto costante. Anche lei ha subito un forte stress emotivo e si sente piuttosto giù. Tuttavia, il suo dolore tende a peggiorare di mattina ed è rigida quando si alza dal letto. Può stare in piedi con un piccolo dolore, ma sedere per più di 15 minuti le peggiora il dolore. All’esame il dolore è causato dalla flessione attiva e sono presenti sintomi di disfunzione nella colonna lombare inferiore. La signora D ha sintomi di un problema meccanico con una disfunzione identificabile che probabilmente è disponibile al trattamento. Ci possono essere, infatti, due elementi nel suo problema, un problema fisico alla schiena e anche un problema emotivo. A volte può essere difficile sapere quanto un trattamento possa essere efficace se la causa dello stress emotivo persiste. Tuttavia, sebbene lo stress possa essere un fattore che contribuisce, riducendo il dolore alla schiena il trattamenti osteopatico può aiutare la signora D ad affrontare meglio lo stress in corso, poiché non ha più il dolore.

Studio di un caso specifico E
La signora E ha un respiro affannoso come risultato della sua asma, che è particolarmente grave in autunno. Il problema è iniziato 4 anni fa ed è stato piuttosto costante da allora, con attacchi acuti occasionali che sono stati controllati con Ventolin e Becotide. All’esame sono presenti una costante rigidità nei muscoli scaleni e sintomi di disfunzione somatica alla parte superiore del torace, e il petto viene mantenuto in uno stato di relativa inspirazione. E’ controverso suggerire che la reattività delle vie aeree possa essere influenzato di riflesso dai riflessi somato-viscerali da parte dell’area toracica superiore. Tuttavia, usando un modello puramente meccanico, l’effetto dei cambiamenti cronici ai tessuti molli può avere un effetto nocivo alla respirazione del paziente asmatico. A causa della presenza di una funzionalità muscolo-scheletrica anormale che è disponibile al cambiamento, in questo caso il trattamento osteopatico è appropriato; lo scopo è sia ridurre la reazione muscolo-scheletrica esagerata che annullare i cambiamenti cronici al tessuto molle che attualmente stanno riducendo la portata respiratoria totale. Migliorare la funzionalità meccanica della gabbia toracica riduce lo sforzo nel respirare. Ciò può coadiuvare altri interventi, per esempio la rimozione di allergeni ambientali o alimentari. Questo approccio può allora consentire, con il consenso del medico, una riduzione delle medicine assunte per l’asma .
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