L’osteopatia è un sistema di pratica clinica che considera la persona da un punto di vista, sopratutto, meccanico e sottolinea l’importanza del sistema muscolo-scheletrico per la funzionalità globale e la salute di una persona.
Le idee originali di Still sono state sviluppate al Kirksville College di Medicina Osteopatica negli otto principi descritti in dettaglio di seguito. Questi principi vengono denominati filosofie in quanto sono derivati dal ragionamento logico piuttosto che da scoperte empiriche per mezzo di esperimenti scientifici.
PRINCIPI OSTEOPATICI
1) Il corpo è un’unità
2) Struttura e funzione sono reciprocamente interrelate
3) Il corpo possiede meccanismi di auto-regolazione
4) Il corpo ha la capacità intrinseca di difendersi e di ripararsi
5) Quando l’adattabilità normale è danneggiata o quando cambiamenti ambientali sopraffanno la capacità del corpo di auto-mantenersi, può derivarne la malattia
6) Il movimento dei fluidi del corpo è essenziale al mantenimento della salute
7) I nervi giocano una parte cruciale nel controllare i fluidi del corpo
8) Ci sono componenti somatiche della malattia che non sono solo manifestazioni del disturbo ma che sono anche fattori che contribuiscono al mantenimento dello stato di infermità
Implicita in questi principi è la convinzione che l’intervento osteopatico
può avere una positiva influenza per quanto sopra.



1) IL CORPO E' UN UNITA'

Il corpo è composto di molte parti che sono collegate l’una all’altra in diversi modi. Questo diventa evidente solo quando una parte è colpita da una lesione o da una malattia. La lesione meccanica ad un’area può aumentare la tensione su di un’altra, per esempio un ginocchio ferito può causare un’andatura normale e un ginocchio ferito può causare un’andatura anormale e aumentare la tensione sulla colonna vertebrale. Se la colonna vertebrale è già vulnerabile alla tensione per qualche ragione, allora l’andatura compromessa può essere sufficiente ad alterare l’equilibrio: “la goccia che fa traboccare il vaso” La malattia o la disfunzione dei visceri può anche colpire la salute di altri tessuti corporei; per esempio una infezione al polmone può ridurre l’ossigenazione del sangue che può allora ridurre la perfusione di altri tessuti del corpo, predisponendoli alla malattia o alla disfunzione. Similmente la funzione epatica sarà meno efficiente se il fegato è ammalato e così le tossine possono accumularsi nel sangue. La disfunzione dei visceri può anche causare una attività neurologica anormale, cosa che può avere conseguenze sulla funzionalità muscolo-scheletrica. Il principio può anche essere esteso oltre il livello fisico; la mente, il corpo e lo spirito sono ritenuti essere interdipendenti.
Per esempio, se qualcuno è stressato emotivamente può sviluppare sintomi fisici come mal di testa, indigestione e diarrea e ci possono essere cambiamenti fisici nel corpo, come un aumento della pressione del sangue o un’alterazione a livello di acidità nello stomaco. Al contrario, l’incertezza suscitata a sintomi fisici porta a produrre ansia o ad altre reazioni emotive. Inoltre se la persona è sotto stress emotivo o fisico per altre ragioni, ciò avrà un impatto sulla capacità del corpo di affrontare altri stress imposti. Quando si valuta il corpo del paziente, quindi, è importante essere aperti alle possibilità di stress in un ambito diverso da quello fisico.

Compensazione

Sebbene l’interrelazione tra le diverse parti del corpo sia più evidente quando si è sviluppato un problema, nondimeno l’adattamento da parte di una parte ad un’altra si verifica continuamente. Nessuno di noi è “perfetto” sia nel corpo, che nella mente, che nello spirito. Per esempio, veramente pochi di noi sono fisicamente simmetrici e la maggior parte hanno aree di funzionalità anomala o nel sistema muscolo-scheletrico o nei visceri. Di solito siamo in grado di adattarci o di compensare queste anomalie. Per esempio, il bacino di un paziente con una estremità inferiore corta si inclinerà su di un piano laterale. La colonna vertebrale quindi compenserà formando una curva laterale che dipenderà in una certa misura dalla configurazione anatomica delle vertebre e dalla presenza di altre anormalità strutturali. Dato che questo allineamento scoliotico sarà la posizione naturale del paziente, i tessuti molli si adatteranno con ipertrofia (o a volte fibrosi, a seconda della natura della tensione posturale imposta) sulla convessità e con parziale perdita della concavità.. In questo modo la compensazione causa cambiamenti a lungo termine nella struttura del corpo.
La compensazione si può verificare in altri modi. Se c’è un’area danneggiata del sistema nervoso allora il corpo troverà, dove possibile, un modo di adattarsi ad essa. Se c’è debolezza di una regione o di un gruppo di muscoli, possibilmente derivante da un problema congenito o evolutivo, il corpo si può adattare alterando lo schema di movimento nel suo insieme. Per esempio, la debolezza intorno all’articolazione della spalla può essere superata usando i muscoli periscapolari per elevare il braccio, consentendo così una qualche flessione o abduzione del braccio. Nell’ambito del sistema nervoso, se una via nervosa viene danneggiata, a volte altre parti del sistema nervoso possono effettivamente assumerne il compito. Ad un livello chimico, se c’è una carenza chimica o enzimatica, i processi metabolici si possono adattare per minimizzare l’impatto sul corpo.
La compensazione si verifica anche ad un livello psicologico. Ognuno di noi sviluppa strategie psicologiche consciamente o, più frequentemente, inconsciamente per affrontare diverse situazioni che possono portare uno stress emotivo. Possiamo aver imparato queste strategie nell’infanzia, ma influiscono anche su come rispondiamo da adulti.. Noi impariamo modi per celare la nostra vulnerabilità emotiva. Sviluppiamo anche vari modi per affrontare lo stress.
E così qual’è allora lo “scopo” della compensazione? Il suo scopo “inconscio” è minimizzare l’effetto di qualsiasi anomalia interna dato che potenzialmente ciò può ridurre l’efficienza del corpo e in ultimo la sua capacità di sopravvivere. Ciò non significa necessariamente che la compensazione fornisce sempre il massimo di efficienza. Noi siamo creature molto adattabili ed elastiche e così siamo in grado di affrontare una grande combinazione di fattori di stress. L’inizio di una malattia o di una disabilità, comunque, indica che la nostra capacità di resistere è stata sopraffatta.
Il concetto di compensazione è estremamente complesso e richiede una analisi più dettagliata di quanto sia possibile qui. E’ uno scopo implicito della pratica osteopatica massimizzare la capacità del paziente di compensare.


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2) STRUTTURA E FUNZIONE SONO RECIPROCAMENTE CORRELATE

Durante lo sviluppo fetale, i tessuti del corpo si differenziano in forme altamente specializzate. Il loro sviluppo strutturale detta la funzione che loro sono capaci di compiere per tutta la vita. Se durante la vita la struttura di un tessuto viene alterata, allora anche la sua funzione sarà alterata. Per esempio la parete intestinale viene adattata per consentire l'assorbimento di nutrienti che passano attraverso di essa. Se l'intestino è danneggiato in qualche modo la funzione di assorbimento può essere compromessa. Qui il termine funzione viene usato per descrivere sia lo scopo è o attività della parete intestinale che l'efficienza di questa attività.
Cambiamenti nelle strutture muscolo-scheletriche spesso portano a disturbi della funzione meccanica. Per esempio, un piccolo danno ai tessuti alla base della colonna vertebrale può portare a una tensione alterata dei muscoli. Questa tensione alterata del muscolo disturba il comportamento meccanico normale o la " funzione " dell'area o della parte del corpo che risponde alla lesione che viene descritta come " disfunzione somatica ". Se questa disfunzione viene prolungata allora si può sviluppare una alterazione anatomica del tessuto connettivo, secondaria all'area interessata e ci possono essere ulteriori effetti in parti più distanti che si verificano come risultato di meccanismi sia meccanici che neurologici.

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3) IL CORPO POSSIEDE MECCANISMI AUTO-REGOLANTI

Lo studio della fisiologia umana presenta una lista quasi infinita di esempi di meccanismi omeostatici. Per esempio, in circostanze normali l'ambiente interno viene controllato sia dai riflessi neurologici dove c'è un continuo feedback, sia dal sistema endocrino con un costante feedback chimico a livello ormonale. Il flusso del sangue al rene viene controllato prevalentemente dal feedback chimico a livello locale. C'è feedback dai recettori neurali nel sistema muscolo-scheletrico che consente al corpo di mantenere una posizione statica verticale (o qualunque altra) o che consente al corpo di muoversi in una maniera controllata.

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4) IL CORPO HA LA CAPACITA' INNATA DI DIFENDERSI E AUTO-RIPARARSI

La trattazione della compensazione si è fino ad ora focalizzata sulle anormalità interne che impongono una tensione sul sistema. Tuttavia, l'ambiente interno del corpo può essere minacciato da fattori meccanici, chimici, microbici o psicologici sia interni che esterni (vedi tavola 1.1). Nel modello di Selye dello stress sia i fattori interni che esterni sono riconosciuti come stressanti. Questi si possono verificare individualmente sebbene più spesso diversi stress vengono sperimentati simultaneamente.
Nel corpo sono stati sviluppati diversi meccanismi di difesa che sono in grado di affrontare la maggior parte degli stress. Il primo di questi è uno spesso strato esterno di pelle e di derma, e se la superficie esterna del corpo viene oltrepassata ci sono diverse risposte cellulari da parte del sistema immunitario. Uno specifico danno fisico come un trauma o un'infezione scatenerà una reazione infiammatoria locale. Con un trauma fisiologico, tuttavia, non c'è alcuna reazione infiammatoria locale dato che non c'è un sito specifico di danno. Tuttavia con tutte le forme di stress ci può essere una risposta del corpo più generale che coinvolgerà i sistemi neurologico, immunitario ed endocrino in una risposta molto più ampia. L'estensione della risposta generale del corpo varierà a seconda del grado di stress imposto.

TAVOLA 1.1
 
Fattori di stress esterni
Meccanici
Traumi, sollevamenti, lesioni sportive, azioni ripetitive lavorative, tensione posturale, design ergonomicamente carente del posto di lavoro, peso del corpo eccessivo
Chimici
Cibo, inquinanti dell’aria, per esempio fumo (veleno o allergia)
Microbici
Batteri, virus, funghi
Psicologici
Estrinseci: eccessivo carico di lavoro, relazioni, minacce percepite dagli altri

Anche i fattori di stress interni possono avere un impatto. Per esempio, un precedente trauma emotivo può aver portato a schemi di comportamento alterati; un passato trauma fisico può avere lasciato un tessuto cicatriziale residuo, una mobilità articolare anormale o schemi di movimento anormali. Altri fattori di stress interni includono condizioni funzionali come l'asma e la sindrome da intestino irritabile. In effetti qualsiasi cosa che causi una funzione anomala di un tessuto in teoria può avere un'influenza su un'altra parte attraverso l'aumento di domanda funzionale su quella parte. Nella pratica tuttavia la significatività di un qualsiasi fattore particolare ha bisogno di essere valutato con molta attenzione. Ciò spesso è materia di giudizio clinico e può a volte essere accertato da un "esperimento di trattamento" e, cioè cambiando il fattore implicato noi scopriamo se è importante o meno.
La risposta di un individuo ad una qualsiasi particolare minaccia dipenderà da una varietà di fattori. Ci sono molti fattori che rallenteranno il tempo di recupero da una lesione o da una malattia, quali l’alimentazione povera o condizioni domestiche carenti che possono essere umide o in cui le infezioni possono propagarsi. Sebbene l'enfasi quando si valutano i pazienti possa essere sulle loro funzioni somatica e viscerale, bisogna dare attenzione anche a fattori esterni come gli stress a cui sono sottoposti, l'ambiente in cui lavorano che le richieste che vengono loro fatte dall'occupazione e dallo stile di vita generale. Per esempio, un lavoratore alle poste si presentava con un problema alla parte bassa della schiena persistente che era aggravato dal suo lavoro. Quando gli venne richiesto in che cosa consisteva il suo lavoro spiego che lui trascorreva fino a 4 -5 ore nel retro di un furgone valori che consegnava denaro agli uffici postali filiali. Lavorava in piedi non è in grado detto di stare eretto dentro il furgone. Ciò aveva chiaramente la sua importanza nella comprensione e nella prognosi del suo problema. Fattori come la tensione imposta dall'occupazione di quest'uomo sono conosciuti come fattori di mantenimento dato che la tensione influisce sulla velocità di recupero.
Quando si parla di stress molti tendono a sottolineare gli effetti negativi. Tuttavia, ci sono certi fattori che rafforzano la salute e le risposte del corpo allo stress. Uno stato psicologico positivo mentale è probabilmente il più importante di questi è. La riabilitazione e le cure infermieristiche hanno da molto cercato di rafforzare ciò con l'incoraggiamento e lo stabilire degli obiettivi. Anche buone abitudini alimentari e l'esercizio regolare stimolo verranno i meccanismi normali di difesa del corpo.
Secondo Selye, l'effetto dei fattori di stress è cumulativo. Per esempio, una persona può morire per un'infezione respiratoria mentre un'altra no, nonostante siano esposti agli stessi batteri. La seconda persona è in grado di affrontare l'agente infettivo mentre il corpo della prima persona è vulnerabile all'infezione poiché diversi fattori l'hanno già stressato fino al punto in cui non sono più capaci di tollerare e superare una stress ulteriore. Questi potrebbero includere precedenti infezioni al petto, con cicatrici all'interno dei polmoni, una funzione immunitaria depressa a causa dell'uso di steroidi per l'asma o di altre condizioni "allergiche", scarsa mobilità vertebrale dovuta ad esercizio inadeguato, affaticamento posturale o iperlavoro dei muscoli vertebrali nel lavoro manuale. (Una carente funzione meccanica della gabbia toracica può portare a uno scambio gassoso ridotto e quindi ad una cattiva salute dei tessuti nel polmone, aumentando così la possibilità di infezioni.) I fattori psicologici possono includere stress al lavoro o nelle relazioni personali, o una depressione clinica che non è necessariamente direttamente collegata alle circostanze immediate intorno al paziente. Al contrario si può verificare il positivo rafforzamento psicologico; il paziente può avere qualche evento eccitante in arrivo che non vuole perdersi (tavola 1.2)!

TAVOLA 1.2
Fattori di stress negativi e positivi che possono influire sulla capacità del corpo di affrontare la disfunzione e la malattia
 
Fattori Negativi
Fattori Positivi
Stato generale di salute

Alimentazione carente
Esercizio eccessivo/inadeguato
Infezione, squilibrio endocrino
Stato di affaticamento generale
Fumo, eccessivo consumo di alcool

Alimentazione adeguata
Esercizio regolare appropriato
Sonno regolare
Stato mentale
Livelli di stress emotivo: relazioni instabili, incertezza del lavoro,
pressione dovuta a esami, ecc.
Intrinseci: ansietà, depressione, psicosi
Relazioni stabili
Capacità di affrontare lo stress appropriatamente
Ambiente
Ambiente fisico carente, ad esempio
condizioni domestiche/lavorative
Ambiente di lavoro ben progettato che minimizza lo stress fisico
Stato del corpo
Muscolo-scheletrico: cattiva postura, tono muscolare debole, disfunzione somatica
localizzata o diffusa, degenerazione
Viscerale: disfunzione viscerale, degenerazione nei visceri, ad esempio cirrosi del fegato, disturbo ostruttivo delle vie aeree, cicatrici intestinali, arteriosclerosi
Buon tono muscolare
e flessibilità

Data questa capacità innata, lo scopo del trattamento osteopatico è rafforzare la capacità di guarigione del corpo rimuovendo qualsiasi barriera al ristabilimento della funzione fisiologica normale e migliorando la capacità del corpo di compensare qualsiasi anormalità irreversibile strutturale o funzionale.


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5) QUANDO LA NORMALE ADATTABILITA' E' PERTURBATA O QUANDO I CAMBIAMENTI AMBIENTALI SOPRAFFANNOLA CAPACTA' DEL CORPO DI AUTO-MANTENERSI PUO' SVILUPPARSI LA MALATTIA.


Non è insolito vedere persone che hanno anomalie piuttosto significative che hanno compensato per molti anni senza sviluppare alcun sintomo. Tuttavia, poiché l’anomalia impone richieste maggiori ai tessuti corporei, essa predispone il sistema agli sforzi e la persona è potenzialmente più vulnerabile alle lesioni (Figura 1.3).


Figura 1.3 Fattori predisponenti alla disfunzione somatica

Questi fattori di stress interni sono descritti come fattori predisponenti. Come abbiamo visto, che la compensazione “venga meno” o no dipenderà da un’ampia varietà di fattori. E’ probabile che in molti pazienti con dolori e disabilità ci sono diversi fattori che predispongono al problema. Dove c’è stato un trauma esterno significativo imposto al corpo da una lesione sportiva e da un incidente stradale questi sono poco probabilmente importanti, dato che l’intensità della forza coinvolta significava che il danno si era verificato senza tener conto dei fattori predisponenti. In questo caso i fattori predisponenti possono ancora influenzare il tasso di recupero o possono impedire la risoluzione completa. Sebbene inizialmente il trattamento potrebbe essere diretto meglio alla disfunzione locale, talvolta viene ampliato su un plateau organico generale. Ciò può accadere perché ci sono altri fattori, inclusa la disfunzione presso differenti siti nel corpo, che stanno impedendo un miglioramento ulteriore.
Comunque, comunemente, le persone sviluppano sintomi per ragioni apparentemente relativamente insignificanti e spesso senza richiamare assolutamente un trauma fisico. Ciò può essere dovuto al risultato del tipo di tessuto che è stato danneggiato (per esempio una lesione del disco intervertebrale può verificarsi senza causare sintomi finché l’infiammazione non si diffonde ad altri tessuti circostanti). Può essere anche dovuto perché l’area affetta era già vulnerabile per qualche ragione e ha richiesto un trauma insignificante o persino uno stress minore ripetuto per “sconvolgere l’equilibrio” e causare lo sviluppo dei sintomi. Ciò allora richiede una piena valutazione del corpo della persona dato che è improbabile che non ci siano altri fattori predisponenti che quelli locali.
Come si può vedere nella figura 1.4 , la rottura della compensazione può verificarsi improvvisamente o lentamente. Ciò dipenderà principalmente dagli stress ambientali imposti al sistema.


Figura 1.4

Se la compensazione statica è carente, tale che viene provocata una distorsione, per esempio, sedendosi, se il paziente lavora ad una scrivania per molte ore in una volta sola, allora è probabile che ciò porterà ad una rottura cronica. Quando il paziente alla fine cerca aiuto, perché il problema si è sviluppato per un po’ di tempo, allora gli effetti secondari pos­sono essersi sviluppati in altre parti nel corpo e possono aver bisogno di trattamento.
Comunque è plausibile che questo paziente si pieghi appena per raccogliere un pezzo di carta dal pavimento e inneschi l’avvio di un acuto dolore alla parte bassa della schiena. A volte è un movimento casuale al momento sbagliato quando il corpo è già vulnerabile che alla fine scatena i sintomi. Notare anche che il paziente può sviluppare sintomi leggeri gradualmente per un periodo di settimane o di mesi ma poi precipitare in un episodio acuto. In questo caso una rottura cronica può risolversi in una rottura acuta.


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6) IL MOVIMENTO DEI FLUIDI DEL CORPO E' ESSENZIALE AL MANTENIMENTO DELLA SALUTE


Se c’è stagnazione dei fluidi in una qualsiasi parte del corpo allora ciò può portare ad una salute carente del tessuto a causa della mancanza di ossigeno e all’accumulo di prodotti di rifiuto. L’eccessivo gonfiore e gli edemi derivanti da un danno del tessuto e la conseguente infiammazione possono poi rallentare la normale risposta sotto forma di guarigione. Così, per esempio, nel caso di una forte lesione ai legamenti o ai muscoli è vantaggioso ridurre l’edema che si sviluppa riposando con l'arto inferiore sollevato per i primi 1-2 giorni. Si dovrebbe incoraggiare il movimento passivo della parte colpita nella prima fase.
Spesso il movimento dei fluidi dai tessuti e attraverso i canali venosi e linfatici dipende dalla contrazione e dal rilassamento muscolare associati ai movimenti articolari. Così, se c’è un eccessiva tensione muscolare sostenuta, ciò può contribuire ad un cattivo drenaggio di una parte colpita. Questa eccessiva tensione muscolare può svilupparsi come risultato della lesione e può inizialmente essere una risposta appropriata. Comunque se è prolungata allora può effettivamente mantenere il problema e il trattamento è utile per favorire la guarigione del corpo.

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7) I NERVI GIOCANO UN RUOLO CRUCIALE NEL CONTROLLARE I FLUIDI DEL CORPO

Il sistema nervoso simpatico è il sistema vasomotorio e quindi il movimento dei fluidi attraverso i vasi sanguigni è influenzato dal tono neurologico simpatico nel muscolo liscio circondante i vasi. Il flusso del sangue è governato principalmente dai meccanismi di controllo locale all’interno di un organo o di un tessuto. Comunque, c’è un tono neurologico a riposo che può essere modificato secondo i bisogni della parte del corpo rifornita dalle arterie o drenata dalle vene. Ci sono prove che suggeriscono che il controllo autonomo può essere modificato dalla disfunzione in una parte collegata del sistema muscolo-scheletrico attraverso l’attività alterata dei riflessi nervosi . Ciò può essere osservato come un aumento della temperatura a livello locale, dell’umidità (a causa dell’aumento dell’attività delle ghiandole sudorifere), della debolezza e degli edemi. Il trattamento osteopatico mira a migliorare la mobilità e a ridurre la reattività della tensione muscolare e anche ad alterare altri riflessi anormali che sono iniziati attraverso la disfunzione somatica e che portano ai segni di cui sopra. L’interazione dei riflessi neurologici coinvolti nella disfunzione somatica è un meccanismo importante (sebbene in nessun modo il solo) attraverso il quale la disfunzione in un area può influenzare un’altra. Un implicazione specifica di questa filosofia è che quando c’è un danno nel corpo è rilevante considerare le aree collegate in cui la disfunzione potrebbe alterare la regolazione autonoma. Per esempio, la guarigione della tendinite nel braccio potrebbe in teoria essere più lenta se ci fosse una disfunzione nella colonna toracica superiore, ove risiede il controllo simpatico della circolazione dell’estremità superiore.

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8) CI SONO COMPONENTI SOMATICHE NEI DISTURBI CHE SONO SOLO MANIFESTAZIONI DELLA MALATTIA MA ANCHE FATTORI CHE CONTRIBUISCONO AL MANTENIMENTO DELLE STATO DI INFERMITA'


Tradizionalmente il termine somatico si riferisce alle strutture del corpo per differenziarlo dalla psiche e così include i visceri interni. Comunque, qui “somatico” è definito come relativo solamente alle strutture neuro-muscolo-scheletriche.
Gli effetti della malattia che colpiscono un organo non saranno confinati solo a quell’organo. A causa delle interconnessioni neurologiche di un organo ci saranno effetti dei riflessi negli altri tessuti. Per esempio, quando c’è un organo infiammato come un appendice o una cistifellea infiammata in fase acuta, si sviluppano spasmi muscolari e debolezza nella parete addominale. Ci sono anche cambiamenti più sottili che si verificano nei tessuti vertebrali collegati segmentalmente, inclusa la tensione muscolare e l’edema superficiale. Così ci può essere disfunzione di uno o più segmenti della colonna vertebrale come risultato di un disturbo viscerale. Molti ritengono anche che la presenza della disfunzione somatica nella colonna vertebrale può essere più che puramente secondario rispetto al disturbo viscerale ma può agire come un fattore che contribuisce a causare il disturbo viscerale. Attualmente non ci sono prove forti che provino o confutino ciò. E’ possibile che la presenza della disfunzione somatica possa avere l’effetto di focalizzare gli effetti di altri stress sull’area coinvolta nel corpo. Korr (neurofisiologo americano) ha descritto un area di disfunzione somatica come qualcosa che agisce come una “lente neurologica” poiché essa amplifica la risposta a qualsiasi attività dei riflessi entro un segmento e possono, così ,modificare il tono nervoso autonomo di un viscere.

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