avete mai sofferto di mal di schiena, dolori al distretto cervicale, debolezza agli arti inferiori, sensazioni di formicolio alle mani, dolori alle caviglie, magari con sintomi associati come cefalea, nausea, acufeni , gastralgie ed altri che sembrino essere estranei ai dolori articolari precedentemente enunciati ?

Credo di si!
bene allora sappiate che il nostro organismo ha come capacita' primaria (prima regola fondamentale sul quale si basa l'osteopatia) quello di autoregolarsi ,cioe', in parole semplici, di mantenere costanti certi automatismi e, eventualmente, di compensare tutto cio' che avviene in modo non corretto o dannoso nel corpo umano al fine di ristabilire l'equilibrio primario che la “struttura uomo” acquisisce dalla nascita e perfeziona durante la crescita;
Esempi sono l'equilibrio del sistema nervoso autonomo ortosimpatico e parasimpatico,la necessita' a mantenere un PH acido o basico a seconda degli organi o tessuti (il Ph generale si attesta fra 7,2-7,3 ,se diminuisce tale valore si parla di territorio acido se aumenta di territorio basico), la contrazione e la decontrazione muscolare anche al fine di drenare cataboliti e aiutare il ritorno venoso al cuore, l'inspirazione e l'espirazione importanti non solo al fine di assumere aria e ,quindi, ossigeno, ed eliminare anidride carbonica ma anche per armonizzare la massa volemica sanguigna dell'intero corpo,la ricalcificazione di un osso fratturato, la coagulazione sanguigna e cosi' via per altri numerosi meccanismi endogeni e esogeni.

Quando il corpo ,per motivi di distress (stress eccessivo),traumi fisici o psichici (psiche e soma non si separano mai ), intossicazioni, supermenage lavorativo, abuso di alcol, fumo o prodotti alimentari che sovracaricano gli organi digestivi incrementando le tossine nei tessuti connettivi,non riesce piu' a regolare i sistemi biologici suddetti,ecco che si fanno strada sintomi variegati (vedi sopra) che accompagnano disturbi articolari di vario genere Possiamo paragonare l'organismo ad una spugna che non riesce piu' ad assorbire acqua ma, anzi, la perde sgocciolando, infatti questo sgocciolare si puo', metaforicamente parlando, equiparare ai disturbi lievi che si avvertono senza dargli importanza e che, nel medio e lungo tempo, si trasformano in condizioni morbifiche che, se non corrette, si tramutano in vere patologie.

Ecco che serve l'osteopata che, essendo formato, educato e sensibilizzato all'osservazione globale dell'individuo, mediante tests specifici, valutazioni incrociate, anamnesi progressive e continue (il paziente non ricorda tutto nei particolari in una volta sola) puo' riuscire ad individuare la lesione primaria che puo' risiedere nelle ossa e muscoli, nel tessuto connettivo (caso piu' frequente), nei visceri o, anche, nell'anima.

Le tecniche usate sono numerose e di applicazione ad personam (ogni paziente, lo riferira' dopo, ha tropismo per alcune tecniche manuali invece di altre), inoltre ogni lesione, a seconda dell'eziologia (causa) ha necessita' di applicazioni manuali specifiche.

Possiamo ricordare
- tecniche dirette per le articolazioni (quelle che piu' sono note ma che meno sono utilizzate nell'osteopatia moderna)
- tecniche di induzione fasciale ove mediante leggere pressioni si correggono i tessuti alterati rinvitandoli alla loro mobilita' fisiologica
- tecniche funzionali che con molta leggerezza e saggezza si liberano i tessuti intrappolati,
- tecniche cranio sacrali che riequilibrano il sistema nervoso autonomo e rinforzano il sistema immunitario
- tecniche viscerali che aiutano gli organi ed i visceri nel recuperare la loro mobilita' e motilita' nel cavo toracico ed addominale, e molte altre che, voglio sottolineare, non sono invasive e con poche controindicazioni nel pieno rispetto dell'individuo.
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